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Tom mi uccide

Kansas city, giorni nostri. Tom Limberg, ha 50 anni, ed è un ex professore di storia americana. È un uomo mite, che non si fa notare, onesto e disilluso. Imbranato da aver paura di guidare un’auto. Quando è stanco, nello sguardo sembra intravedersi un tormento. Lo appassiona il passato, con i suoi valori e la sua lentezza. Ama i film western e colleziona oggetti e armi di quell’epoca. Ha finito di scontare una pena per duplice omicidio. Dieci anni prima sua moglie Angel e due figli sono morti in un incidente stradale. Un’auto, con a bordo quattro giovani ubriachi, li ha presi in pieno, ed è fuggita. Al processo, grazie all’abilità dell’avvocato, i quattro sono prosciolti dall’accusa di omicidio. Trascorso un mese l’avvocato difensore viene trovato morto. Su un foglio accartocciato nella mano c’è scritto: Tom mi uccide. Dopo una settimana  uno dei quattro giovani coinvolti nell’incidente viene trovato assiderato dentro un container frigo. Sulla parete la scritta: Tom mi uccide. Una serie di indizi, le impronte digitali e il movente, determinano la condanna per Tom.
Uscito dal carcere, Tom va ad abitare dal figlio maggiore, Ethan, vivo perché quella notte rimase a dormire dai nonni. Ethan riceve tutti i mesi un assegno dall’assicurazione per la morte della madre, che sperpera al gioco e nel bere. Convive con un forte senso di colpa per l’incidente. Odia il padre che non ha ucciso gli altri tre assassini, mentre Tom disapprova che il figlio si ubriachi e butti via i soldi nel gioco. Frequenta un corso di informatica all’università, non ha amici e rimanda qualsiasi decisione. È attratto dalla tecnologia, con la quale comunica con le persone senza mai incontrarle. La madre lo perseguita sotto forma di incubi. Il legame con il padre è inesistente; è andato poche volte a trovarlo in carcere. I due non si riconoscono, non si accettano, chiusi in un sordo disprezzo. Hanno in comune solo il lutto, che affrontano ed evitano in maniera differente.
Passano due settimane e muore il secondo dei quattro giovani. Accanto, scritto con il sangue: Tom mi uccide. Glenn Butler, il capo della polizia, amico di scuola di Tom, il quale in un’occasione gli ha salvato la vita, interroga Tom. Glenn è uno che antepone la carriera a tutto. Non è sposato ed è considerato l’eroe della città. Leale, coraggioso, tutto d’un pezzo, temuto e rispettato, perché ha sempre consegnato i colpevoli alla giustizia. Riapre il caso, l’unico della sua carriera rimasto irrisolto. Se trova il colpevole, la carica di procuratore sarà sua. Per questo ha fatto uscire Tom dal carcere prima: Glenn sospetta che Tom sia estraneo agli omicidi.
Glenn, durante una cena in onore del procuratore che va in pensione, ha uno scontro verbale con Bruce Farland, ricco e stimato industriale, uomo che è partito da niente, e che ha forti interessi economici in molti campi. Bruce è un benefattore che si prodiga in opere di beneficienza a favore della città e aiuta chiunque abbia bisogno. Bruce vuole l’arresto di Tom, poiché suo figlio Frank era uno dei quattro giovani coinvolti nell’incidente nel quale perse la vita Angel. Frank è uno smidollato che vive all’ombra del padre, sfruttandone il cognome e i soldi. È presuntuoso, non possiede il fiuto degli affari e non ne vuole sapere di sudare. Il padre lo ritiene un incapace e Frank ne soffre. Cerca in qualsiasi maniera di conquistarne l’affetto e la fiducia, ma combina solo guai.
Frattanto, Tom ed Ethan litigano ad ogni occasione. Non si piacciono. Tom si è trovato un lavoro in una ditta che differenzia rifiuti e passa le notti a guardare film western, il figlio si ubriaca e porta in casa sconosciuti alcolizzati. Una giornalista, Mary Price, incalza Tom per ottenere un’intervista. Mary è divorziata e si occupa di cronaca nera nel giornale della città. È alla ricerca dello scoop che possa dare una svolta al suo lavoro: vuole vedere i propri articoli in prima pagina. Mary si rende disponibile ad aiutare Tom a scoprire la verità sulle morte dei giovani, ma lui si rifiuta. Allora Mary si rivolge ad Ethan. Assicuratosi un compenso economico, il ragazzo racconta la sua versione dell’incidente.
Fra i tanti alcolizzati che frequentano la casa di Ethan c’è Rod Frazier. Tom all’inizio non lo riconosce. Rod è un ex poliziotto radiato per gravi reati, per questo lasciato dalla moglie e dal figlio. Diventato investigatore, lavorò per Tom, che lo assunse per scoprire se Angel aveva un amante. Quando Tom finisce in prigione, Rod viene pestato e costretto a mollare il lavoro, altrimenti il figlio sarà ucciso. Disperato beve, vivendo di espedienti e di proposito ricompare nella vita di Tom. Mary ed Ethan simpatizzano e quando Mary scopre il passato di Rod, Tom inizia a fidarsi della giornalista e con lei va a cercare Rod.
I due trovano Rod, il quale confessa che attendeva questo momento, perché secondo lui è stata commessa una grossa ingiustizia. Però ha paura. Se parla, suo figlio muore. Scoraggiato, Tom si sfoga con Mary. I due finiscono a letto e Tom confida che il matrimonio con Angel stava fallendo. Un giorno, dopo una violenta discussione, Tom sentì la moglie che al telefono esclamava piangendo: “Tom mi uccide.”. Poi accadde l’incidente.
Mary riceve delle minacce, le bruciano l’auto, se insiste ad indagare.  La donna mette gli altri al corrente ed Ethan ha paura. Il ragazzo confida a Mary gli incubi che lo perseguitano. Rod, impressionato dalla sofferenza di Ethan, consegna a Tom un cd. Ci sono dei filmati. Angel che si bacia con qualcuno, non si riconosce l’individuo. Angel che parla di documenti scottanti che le avrebbero cambiato la vita. Angel che minaccia il marito, dal quale vuole divorziare e a un certo punto Tom esclama: “Neanche morta!”. Rivedendo il filmato Tom si accorge che la moglie porta al collo un gioiello che non conosce.
Tom mostra il video al figlio, che si commuove. Ethan aiuta il padre  a risalire al gioiello e scoprono che in realtà è una penna elettronica. Con l’aiuto di Rod rintracciano in una banca di Bruce una cassetta di sicurezza, che conserva i gioielli di Angel. Tuttavia, la penna elettronica ha la memoria vuota.
Intanto, convinto da Frank, il terzo giovane implicato nell’incidente, Robert, va da Glenn. In cambio di una deposizione firmata, chiede la protezione. Due giorni dopo Robert affoga in una vasca piena di alcool e su una bottiglia la scritta: Tom mi uccide. Un giornale pubblica la deposizione firmata, dalla quale risulta che Frank sia salito sull’auto dopo l’incidente. C’è scritto anche che Tom abbia pagato Robert perché uccidesse la moglie e l’amante.
Ethan legge il giornale e tenta il suicidio. Ubriaco guida e sfascia l’auto. Tom vedendo il figlio in gravi condizioni, si dispera: ha paura di perderlo. Ricercato dalla polizia fugge. Cerca Mary, ma è scomparsa. Cerca Rod, ma pure lui è scomparso. Tom capisce che se non vuole perdere il figlio deve arrivare alla verità. Si procura una pistola dalla sua collezione e si reca nel locale frequentato da Frank. Minacciandolo con la pistola lo rapisce, portandolo fuori città.
Qui allestisce una messinscena, per spaventarlo, invece Frank è spavaldo e lo provoca. Tom colpisce il giovane che si mette a parlare. Non è lui l’amante di Angel. Usciva con lei per capire di quali informazioni compromettenti contro Bruce fosse a conoscenza. Lo riferì al padre, il quale decise di ucciderla. Però, a insaputa del genitore, Frank volle occuparsene personalmente. Quella notte guidava lui.
Poi Frank accusa Tom. Avrebbe pagato Robert per uccidere la moglie e l’amante. Tom nega. Ammette che quella notte voleva affrontare l’amante e per questo aveva manomesso l’auto della moglie. Tuttavia, l’amante non si presentò e Tom se ne andò.
Compare Bruce e confessa che Angel voleva ricattarlo. Tom chiede dove siano i documenti e Bruce ride perché Tom non ha capito niente e gli mostra la chiave elettronica. Bruce dichiara che Mary è stata molto utile e che manca un solo tassello: la password. Se non gli dice la password, Tom morirà come i tre ragazzi. Tom nega di essere un assassino. A quel punto Frank confessa di essere stato lui a uccidere gli amici, per paura che parlassero.
Mentre discutono, si fa avanti Rod. Era scomparso per mettere in salvo il figlio. Si scusa con Tom per il doppio gioco attuato, ma gli premeva che il figlio diventasse poliziotto. Rod doveva rientrare nella vita di Tom per scoprire chi era l’assassino e il cd e il numero della cassetta di sicurezza, gli erano state consegnate da qualcuno.
A questo punto appare Glenn. Era lui l’amante di Angel. La donna gli aveva portato i documenti, ma si era opposto. Avrebbero compromesso la sua carriera, in quanto alleato con Bruce, per goderne l’appoggio politico. Angel sapeva troppe cose, andava eliminata. E anche l’avvocato, perché Angel gli aveva accennato qualcosa sui documenti e Glenn l’aveva fatto uccidere, lasciando indizi contro Tom.
Bruce chiede a Tom la password,  ma Tom  non ne sa nulla. Sale la tensione. Tutti si accusano, poi Rod, disgustato e pentito, lancia una pistola a Tom ed inizia una sparatoria nella quale muoiono tutti, eccetto Tom e Frank, entrambi feriti. Frank ha la pistola scarica e prende quella di Tom, una colt 45. Fa lo sbruffone e poi spara. La pistola esplode in mano al ragazzo che muore. Tom aveva otturato la canna di proposito. L’aveva visto in un film. Cosi come indossa un giubbotto antiproiettile, come nel film “Per un pugno di dollari”.
Nel silenzio che segue appare Mary che era nascosta nell’auto di Rod. Era stato lui a consigliarle di sparire. Mary ha ripreso lo scontro. È inorridita dai cadaveri e da quello che ha scoperto. Intuisce anche che con questo scoop la promuoveranno. Guarda Tom e lo abbraccia. Tom recupera la penna e aiutato da Mary risale alla password, la targa dell’auto di Angel. Sul computer controllano i dati e scoprono che la città è fondata sulla corruzione.
Un mese dopo padre, figlio e Mary sono al cimitero a deporre fiori, poi lasciano la città in auto. Guida Tom.


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