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Io sono qui

Davide Chini, 17 anni, sta giocando una partita di calcio del campionato della sua categoria. C’è un rigore che Davide si appresta a battere, mentre Franco, suo padre, lo incita dagli spalti. Davide sbaglia il rigore e durante il viaggio di ritorno il padre lo critica per l’errore. Arrivati a casa, Daniela, la madre, lo aspetta sconvolta. Davide le si avvicina e rimane impietrito ascoltando le parole della madre, la quale lo stringe a sé. Franco, occupato a telefonare, non si accorge di nulla.

Qualche giorno dopo in un cimitero si svolge la sepoltura di Francesco, un ragazzo di 17 anni morto in un incidente stradale. Giovani e adulti, uniti dal dolore, si stringono ai familiari. Conclusa la cerimonia, il cimitero si svuota. Rimangono i compagni di classe, ancora increduli. Cala il crepuscolo e alla spicciolata, anche loro escono. Rimane Davide, l’amico migliore di Francesco. Non ce la fa ad uscire.
Scende il buio e il cellulare scuote Davide. È Sara, la sua ragazza. Il giovane non risponde. Si guarda intorno: infreddolito e intimorito dal silenzio e dalle luci delle lapidi, esplora il cimitero. S’imbatte in una tomba dove c’è una bussola il cui ago gira senza posa. Nel frattempo riceve diversi sms, che non legge. Dopo un’ora squilla il cellulare: è suo padre, Franco. Il giovane risponde. “Stanotte dormo da un amico.” Il padre non è d’accordo e pretende che ritorni a casa. Davide spegne il telefono e si avvicina ad un porticato, dove ci sono alcuni loculi vuoti. Lancia un’occhiata alla tomba di Francesco, per capire quanto è lontana, ed entra in un loculo. Si sdraia, sistemandosi alla meglio, ed esausto si addormenta.
L’indomani lo svegliano le voci delle vedove, che si ritrovano tutte le mattine. Una è Clara, che ha perso il marito dieci anni prima. Clara è una donna accogliente, ottimista, e molto religiosa. Viene al cimitero in bici, portando da mangiare ad alcuni gatti che gironzolano fra le tombe. Nota il ragazzo,  ne percepisce la sofferenza, intenerendosi, ma evita di avvicinarsi. A metà mattina lo chiama Sara, arrabbiata perché non si è fatto vivo. Davide le dice che in questo momento vuole stare solo. Lei non è d’accordo e si arrabbia perché si sente esclusa. Un compagno di classe gli telefona chiedendogli come mai non è venuto a scuola. Con entrambi Davide rimane sul vago, non specificando dove si trova. A mezzogiorno arrivano i genitori di Francesco, i quali confidano a Davide che per Francesco lui era un fratello.
“Eri importante per lui perché gli mettevi in ordine le fantasie!”
Nel primo pomeriggio giunge Daniela, la madre di Davide. Ha con sé  qualcosa da mangiare e domanda al figlio di cosa ha bisogno. Davide vuole il sacco a pelo, una coperta e un cuscino. La madre lo abbraccia, assecondando la sua decisione. Daniela accetta la scelta del figlio, consapevole che questa vicenda sia una fase cruciale della crescita di Davide. Gli dice: “Prenditi il tempo che ti occorre.  Ascolta solo il tuo cuore. È con quello che Francesco ti parlerà.”
Nel tardo pomeriggio compare Franco.  All’inizio è conciliante, disponibile. Ha comprato i biglietti per la partita di calcio dell’Inter, ma Davide non mostra alcun entusiasmo. Quando Franco percepisce la volontà del figlio di rimanere nel cimitero, si arrabbia. Si irrigidisce e perde la calma. Davide è inamovibile e il padre va via, incredulo e rabbioso.
La mattina dopo, appena sveglio, Davide trova un succo e una brioche vicino al loculo e pensa sia stata la mamma. Poi assiste ad un funerale La notizia che Davide non esce dal cimitero si diffonde e alcuni compagni di classe vanno a trovarlo. Provano a convincerlo a tornare a casa e andare a scuola, ma Davide non è d’accordo. “È come se Francesco volesse che restassi con lui!” spiega Davide.
Arriva Sara, la sua ragazza, che frequenta il secondo anno della stessa scuola di Davide. La ragazza è offesa e risentita.  Prova a convincerlo dicendogli che presto faranno l’amore, però Davide non reagisce. Allora gli  pone un aut aut. O esce dal cimitero con lei, oppure lo molla. Davide non le risponde e lei se ne va. Prima di uscire dal cancello Sara cancella il numero di Davide dal cellulare.
Nei giorni seguenti la madre gli porta il computer, dei vestiti di ricambio e da mangiare.
Davide si occupa dei fiori della tomba di Francesco e pulisce il vialetto dalle erbacce. Con il computer comunica con gli amici, i quali non vengono più al cimitero, spaventati da quella scelta radicale. Davide comunica anche con alcuni ragazzi degli Stati Uniti, con i quali aveva progettato, insieme a Francesco, un viaggio in moto dopo la maturità. Poi assiste ad un funerale e rivede nei presenti il proprio dolore. Si apparta e pensando a Francesco ritorna con la memoria ad un concerto nel quale la loro band suonava. Francesco cantava e Davide suonava il basso canzoni che lo stesso Davide aveva scritto. Ritornato al presente, Davide decide di scrivere una canzone.
La seconda notte che dorme al cimitero, Davide è svegliato dal padre. Franco lo incolpa perché i colleghi di lavoro lo prendono in giro. Franco è esasperato. Non approva la scelta del figlio. È da immaturi non reagire. Gli fa notare che gli altri ragazzi continuano ad andare a scuola, comportandosi come tutte le persone normali.
“Non me la sento di abbandonare Francesco!” risponde Davide.
“È Francesco che ha abbandonato te!” urla il padre, il quale prende per un braccio il figlio deciso a portarlo fuori. Davide si divincola e fugge, nascondendosi fra le lapidi. Franco prova a cercarlo. Poi preso dalla paura scappa gridando: “Arrangiati!”
La mattina seguante un addetto del comune si avvicina a Davide per sapere se dorme nel cimitero. Clara segue la discussione e interviene prendendo le difese del ragazzo. “Mio nipote è un po’ strambo, ma non capace di dormire in un cimitero!”
Da quel momento Clara e Davide iniziano a parlarsi. Clara parla di suo marito, Faedo, morto dieci anni prima. Clara racconta del vuoto tremendo e della scoperta delle cose belle che le aveva lasciato. I figli, i ricordi, i viaggi in camper, la casa arredata insieme. Per questo ringrazia Dio per i quaranta anni condivisi insieme al suo uomo. A sua volta Davide le racconta di Francesco.
Allora Clara gli consiglia di scrivere un diario. “Il vuoto che senti dovrai riempirlo tu, con quello che ti ha lasciato il tuo amico!”
Quella sera Davide, aiutato dalle foto sul computer, inizia a scrivere, partendo da primo giorno di scuola delle medie nel quale incontrò Francesco. Attraverso una serie di flash back Davide rivive gli episodi salienti che hanno cementato la loro amicizia.
Le scarpe rubate in un negozio,Le prime sigarette fumate, l’occupazione della scuola, la nascita della band, la traversata del fiume in zattera, il bagno in mare di notte.
Iniziative partite da Francesco, nelle quali Davide si era lasciato coinvolgere, ammirando e invidiando l’amico intraprendente e trascinatore. Davide è un tipo insicuro, sensibile e riflessivo: prima di prendere una decisione ci pensa qualche giorno. È difficile faccia qualcosa che non abbia l’approvazione dei genitori. Per questo Francesco lo attraeva: con lui non doveva chiedere il permesso a nessuno. Lo seguiva, fidandosene a pelle. E con il tempo anche Davide prendeva qualche iniziativa, sempre coinvolgendo l’amico. Piccole trasgressioni che contribuirono ad affiatarli e legarli, in un rapporto che crescendo diventava più profondo.
Il giorno dopo arriva al cimitero Valentina, compagna di scuola.
“In classe ci sono due banchi vuoti.” Dice lei. Da quel giorno la ragazza verrà al cimitero spesso, portandosi i libri per studiare. Fra i due si instaura un legame di reciproco rispetto. Lei non gli chiede quando uscirà dal cimitero. Lui sente la sua presenza come un sostegno, e non come un rimprovero. Un giorno lei lo guarda mentre strappa i fiori dal viale e cura la tomba di Francesco.
“Secondo te mi comporto da stupido?” domanda Davide alla ragazza.
“Non credo esista un omaggio più bello del tuo!” risponde lei.
Nei giorni successivi Valentina convince Davide a studiare e Clara si offre di dare ripetizioni di matematica. Un pomeriggio Daniela e Franco passano dal cimitero e quando la madre vede i due ragazzi dice al marito che possono tornare a casa.
“Sarà qualcun altro a convincere Davide ad uscire da qui!”
Poi, una mattina,  fa visita a Davide il professore di latino. Uomo severo e intransigente, che non dà confidenza a nessuno. All’inizio sono entrambi imbarazzati. D’un tratto l’uomo rivela che anni addietro aveva perso il figlio piccolo e che la moglie era entrata in depressione, non riprendendosi più. Non aveva elaborato  il lutto. Anche lui rischiava la stessa fine, sino a quando non aveva letto un racconto  che era riuscito a dare un senso alla perdita del figlio, permettendogli di accettarla.  L’uomo consegna al ragazzo il libro e se ne va. Quella sera Davide legge il racconto di due anime che si inseguono nel tempo e nello spazio, mutandosi di volta in volta in balena, quercia, formica, aquila, girasole, uomo, e ad ogni esistenza accumulano esperienza e consapevolezza. Muoiono e rinascono sotto forma di un essere vivente, incontrando e scontrandosi con altre forme di vita. In ogni passaggio c’è un incontro e un abbandono, tuttavia è momentaneo, poiché la vita non è altro che un immenso essere che si frammenta e si trasforma in qualsiasi creatura.
Il giorno seguente c’è un’esumazione. Da terra viene tolto un morto per lasciare posto ad un altro. Davide assieme a Clara assiste all’esumazione e vede le ossa. Ne rimane turbato. Quella è la fine di tutti, anche di Francesco. Il ricordo del viso dell’amico si confonde con il teschio dello scheletro.
Davide continua a scrivere il diario e la canzone quando per alcuni pomeriggi Valentina non si fa vedere e non risponde al cellulare.
Il ragazzo si preoccupa e va al cancello a vedere dalla strada quando arriva. Vorrebbe uscire sulla strada, ma non ce la fa. Tornando al loculo nota la bussola. L’ago continua ad oscillare, seppure con meno intensità. Un pomeriggio Valentina ritorna e confessa quello che prova a Davide. “È la prima volta che dico a un ragazzo che mi piace dentro un cimitero!”
Davide rimane sorpreso. Non aveva pensato a questa possibilità, ma ancora non si sente pronto perché on sa cosa prova.
Alcune mattine dopo non trova più la colazione vicino al loculo e Clara non si fa vedere. Passano due giorni e c’è un funerale. Quello di Clara. Quando il ragazzo lo capisce, chiede ai presenti cosa sia successo. Uno dei tre figli gli dice che Clara aveva un male incurabile. Davide ne resta scosso, si era affezionato alla presenza di Clara. Si occupa della tomba dell’anziana e a sfamare i gatti.
Nei giorni successivi discute con Valentina termina di scrivere il diario. Nel rileggerlo piange e sorride.  Come per abbracciare l’amico, si avvicina alla tomba, l’accarezza, sposta alcuni fiori.
“Non sei più qui Francesco! Questo luogo è ormai inutile!”
Quella notte scoppia un forte temporale. Davide sente la gatta miagolare disperata e scopre che i gattini sono scomparsi. Li cerca per tutto il cimitero e li ritrova, zuppi e spaventati.
Il giorno dopo Davide termina la canzone e la fa leggere a Valentina.
“Credo che tu sia pronto per cantare nella tua band!” gli dice.
Qualche ora dopo Valentina si avvia al cancello. Davide la ferma e le dice: “Andiamo!”.
Recupera la sua roba e si avvia all’uscita quando un gattino gli si fa incontro. Davide cammina e il gattino lo segue. Allora Davide lo prende e tenendolo in braccio percorre il viale. Vede la bussola: l’ago indica il nord. Davide varca il cancello, sale sullo scooter di Valentina e va via.


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