"Siamo di carta e
navighiamo dentro
un libro che non
abbiamo scritto"

Paolonarratore

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Le mie radici sono le nuvole

Le mie radici sono le nuvole

Giugno 2003

La mia volontà ha scavato nella tua
una ragione per pronunciare un sì,
ma gli uomini non comandano se stessi
e nei frantumi del tuo sogno
coglierai i riflessi
che noi non decidiamo.

 

Luglio 2003

Si mangiano di baci
uomini e donne,
statue dell’istante
che non decidono
perché si tendono
e non sanno
chi le sceglie.

 

Agosto 2003

Lo specchio è il disincanto
di ogni filosofia,
schivo brado stato
della carne.
Biche di miseria,
ventura di condizione,
è forse la messinscena
della natura.
Nulla si sa niente nessuno.

 

Settembre 2003

Il prologo di un profilo
è la prevaricazione dello sguardo
che cerca linee e forme
per appropriarsi
di una materia indecifrabile,
motore di impulsi
schivata dalle considerazioni.

 

Settembre 2003

Sono la caduca
pulsione di un raggio,
un natante di domande
che remano
per traghettare
il perimetro della luce.
Allora,
io non abito più.

 

Ottobre 2003

Volge il fremito lo sguardo
al portale
di una nuova latitudine,
pulsa paura e coraggio
solcata di opportunità,
attraverso un arco
di rade scenari.

 

Novembre 2003

Nel cassetto dell’universo
sono custoditi disegni
approvati dall’autore.
Uno è il mio.
Le matite saltellano
sul fondale bianco
a colorare la scenografia
da calpestare con gli stilemi.

 

Novembre 2003

Il frammento di un’eternità,
schizza come luce,
acceca e non si nota,
fissandola laddove occorre.

 

Novembre 2003

Homo loghi
razzoliamo tra i bisogni,
indotti che il benessere
sia il senso,
proprietà inviolabile
per ristorare angosce.

 

Novembre 2003

Riempio vuoti
con l’alfabeto,
fendendo lo sguardo,
giocando con le strade,
scegliendo che sono stato.


Dicono di me