"Siamo di carta e
navighiamo dentro
un libro che non
abbiamo scritto"

Paolonarratore

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Il mare è ateo

Cop Il mare è ateo  

LUGLIO  2016

Multiforme morale,

nel tornaconto

fai breccia.

Sono il bene supremo

di me stesso solo,

pretende l’assoluto.

Gli altri,

un corollario

di passaggio.

 

 

    LUGLIO  2016

Si allungano

al crepuscolo le statue.

Pose di ombre

di una luce di marmo,

inquadrature nude

di legami,

didascalia di tensioni

abbandonate sottotraccia.

 

 

     LUGLIO  2016

Non sono un versante

di alcuna comunità.

Nessun luogo abito

perché non è finito.

Non sono pago,

l’abitudine incatena.

Non sopporto le aspettative,

sanno di clessidre vuote.

 

 

     AGOSTO  2016

Io sono la felicità,

dubitate di me.

Se abbondo

non vi rimetterete,

se vi trascuro

m’inseguite.

Vi pizzico

e vi abbandono,

altrimenti

non vi innamorerete di me.

 

 

 AGOSTO  2016

Cos’è la verità?

Un uomo tacque,

per non rispondere

che la verità

è un punto di vista.

 

 

SETTEMBRE  2016

Una folla di fragilità,

disarmante di solitudine,

strepita noia

in prossimità

di schermi di luci.

 

 

SETTEMBRE  2016

Io non sono un sogno.

Sono un capitolo,

un paesaggio in prestito,

un pelago di credi,

un fascio di legami

un alveare di dissapori.

 

 

  OTTOBRE  2016

Villa Adelasia

è una mamma

che allatta carezze

per quanti volano

su cieli di occasioni.

Villa Adelasia

è un babbo

che abbraccia di no,

per inciampare su dinieghi

e scavare i miei forse.

 

 

  OTTOBRE  2016

Un dormiveglia di echi

calpesta sospiri,

a forza di scavare

cieli di sassi

affiorano nuvole,

e le domande

si commuovono.

 

 

   OTTOBRE  2016

Ammettere le dinamiche

è accettare

che non esiste incipit.

L’insidia della genesi

non rasenta il circolo

che noi vediamo rettilineo.

 


Dicono di me