"Siamo di carta e
navighiamo dentro
un libro che non
abbiamo scritto"

Paolonarratore

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Dove volano i pensieri

Dove volano i pensieri

Novembre 1984

Dove sarà,
manca immensamente,
e fa sentire soli.
Manca il suo viso,
mancano i suoi occhi,
i suoi riccioli
manca la sua gioia,
la sua voce,
il suo sorriso.
Manca la sua dolcezza,
manca la luna.

 

Dicembre 1984

Nasce un nuovo giorno,
la luna si spenge con la sua illusione,
l’alba si fa attendere
nascosta dietro la montagna,
gli occhi bagnati ricordano momenti
che non potranno essere cancellati,
la brezza del mattino regala brividi
mentre i raggi del sole riscaldano il cuore
che si è fermato al ricordo di lei.

 

Gennaio 1985

Cade la neve,
colora una silenziosa aria,
per la meraviglia di chi la rincorre
sopra praterie di candore.
Cade la neve e ritornano i bambini,
sospinta dal vento regala uno stupore,
avvicina le distanze
abbandonandosi bianca.
Cade e muore
lasciando una goccia d’acqua
sul volto di chi la guarda.
M’innamoro di un fiocco di neve
perché breve è la sua vita
e perché dopo di lui
verranno altri fiocchi.

 

Gennaio 1985

Dormi dolce luna rosa.
Risplendi illuminando la notte,
un albero si lascia spingere dal vento,
una stella piange rassegnata,
lei guarda il mare
raggiungere il cielo.
Il verde colore riflette il tuo viso,
i piedi nudi sono bagnati dalle onde
e l’impronta rimane un momento.
Luna sorridi al destino,
sai il tuo domani,
dimmi quale sarà il mio.

 

Gennaio 1985

Lo spaventapasseri se ne sta solo.
Ascolta il suo campo di grano,
nella solitudine del sole che nasce
conta il buio che muore.
I suoi occhi fissano la strada
aspettando qualcuno che non verrà,
i vestiti strappati dal vento segnano la sua età,
una lacrima inutile bagna i suoi piedi.
Nessuno la noterà
perché lui è solo,
soltanto uno spaventapasseri.

 

Febbraio 1985

Vola malinconico,
altrove desideri andare,
dove i sogni rasentano
pareti di ricordi.
Ascoltavi una musica,
rammentavi la pioggia del passato,
consolavi un’antica tristezza,
l’altalena che volevi regalare
e quel treno che ti portò via.
Vola malinconico,
devi sorridere alla vita sussurra la voce,
nascosta c’è,
eppure non riesci a vederla.

 

Febbraio 1985

Dolce fanciulla dagli occhi verdi
i tuoi capelli ti fanno più piccola,
il tuo sorriso è sempre sincero,
la tua dolcezza è una farfalla che vola,
il tuo volto è di una bambina,
la tua amicizia un fuoco che brucia,
il tuo pianto una lacrima vera,
la tua vita un dono,
il tuo amore è un dolce pensiero,
il tuo nome un sogno lontano.

 

Febbraio 1985

Quando arriva,
il pagliaccio entra in pista
illuminato dalle luci della vita.
La sua maschera è truccata,
nasconde tracce di malinconia
di un uomo escluso dal passato.
Sorride alla gente, non a se stesso.
Dona la felicità che non sarà sua
perché nella felicità degli altri
legge la sua tristezza.
Il viso dei bambini che giocano
scioglie la sua maschera
e il colore ritorna sincero.
La sua vita è un sorriso incompiuto
e la sua voce parla
fuggendo da lontano.
La sua vita è una radio accesa
che non si spengerà quando andrà via.

 

Marzo 1985

L’amore ti ha dato poco,
ascolti e comprendi
coloro che hanno vegliato
e pregato nella notte.
Disegni le ombre delle case,
giochi con il mare
e continui a placare il cuore.
Guardo la tua luce e chiudo gli occhi,
il chiarore suscita il viso,
il pianto delle onde commuove il vento.
Non riuscirà a bagnare
questi momenti,
l’unica luce che entra nella mia strada.

Marzo 1985

La tempesta scatena rabbia,
la sabbia dimentica la pace,
tremante la quiete attende.
Le onde sollevano disperazione,
si uniscono si inseguono,
si alzano si rovesciano,
sulla spiaggia bagnata di odio.
L’aria si allontana impaurita
dimenticando sulla strada una voce
che implora il vento nemico.
Le rocce umide bevono,
amaro è il sapore dell’acqua,
gli scogli freddi si proteggono
dalla solitudine immersa nel blu.
Con la luna sopra il mare
la luce nasconde le stelle,
lui impazzisce perdendosi
e abbracciando le rocce muore.


Dicono di me