"Siamo di carta e
navighiamo dentro
un libro che non
abbiamo scritto"

Paolonarratore

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Disse l’eternità all’infinito

Disse l’eternità all’infinito

Dicembre 2010

M’infatuo della mia immanenza,
conscio che trascendente
è la conoscenza.
Dei nostri paraggi
non ci riguarda.
Di trascendente
ho la mia immanenza.

 

Dicembre 2010

Siamo senza sapere,
contenuti tangibili
che colmano un palinsesto,
copioni di allestimenti
in sprovveduto movimento.
Alle nostre repliche
rassegniamo un biglietto,
lusi allo spettacolo a seguire.

 

Dicembre 2010

Padre ti chiamo Madre,
tremula la tua onniscienza?
Cos’hai maschio
che non sia femmina?
Il seme è uomo
il frutto è donna,
quando sono uno
qualcuno lo narra
in verbi diversi.

 

Dicembre 2010

Cemento di riso
sopra fondamenta di ottusità
si edifica caligine
e un soffitto di luce
per crollare il nero,
a raccattarlo.

 

Gennaio  2011

Pioviggina oscurità,
gocce chiaroscure
disarcionate da un destino,
frante con un pennello
brandito dalla volontà,
quale che sia.

 

Febbraio  2011

Colleziono petali di cipolle
per piangere risate,
tremare caldo,
barattare verde il blu,
arare ettari di secoli,
abbracciare cieli di baci.

 

Marzo  2011

Vorrebbe,
potrebbe,
ha voglia di non volere.
Avverte che può,
manca poco tanto,
minaccia un’immediatezza.
Esita di un’esitazione
che non ha nulla di esitante.
È vano quando tutto è calcolo.
Perfino l’incertezza
ci imbarazza nell’offenderci.

 

Marzo  2011

I lineamenti dei sogni
sono un fasciame di intemperie,
per le curvature della schiena.
L’inganno di un affresco,
fra la travatura del desiderio
e il versante di un periodo.

 

Aprile  2011

Calpestare
una spiaggia acciottolata
è intingere d’eternità
il nostro riflesso,
condannare una polvere levigata
tra i tanti ciottoli
ad ogni ritorno.

 

Aprile  2011

Si aggirano correi
per gli incapaci giorni,
mi piacerebbe ma non posso,
a mimetizzarsi
fra le mammelle della tradizione
per non offendere l’opinione,
volubile come le opportunità
che costituiscono.


Dicono di me