"Siamo di carta e
navighiamo dentro
un libro che non
abbiamo scritto"

Paolonarratore

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Poesie

Poesie

Non chiedetemi perché scrivo poesie. Non lo so. Non so spiegare come mai le parole si depositano nella mia testa abbracciandosi in versi, con una determinazione che non è la mia. È come se le parole volessero me. Bussano insistenti, sino a quando non prendo un foglio e le ancoro sulla carta. A questo punto il loro viaggio è terminato. Ne inizia uno nuovo. Non più sole, ma insieme ad altre.

Ho sempre ritenuto che le poesie siano già state scritte. Come i libri, i quadri, la musica. Aspettano la persona giusta, il momento propizio. E quando accade, si mostrano. Vengono alla luce. Io non credo alle coincidenze, né al caso. Mi piace pensare ad un disegno infinito, che non sono in grado di vedere e neanche spiegare.

Per questo mi considero un semplice strumento. Uno scrivano. Quello che traccia la mia penna è frutto di qualcosa di immenso, che noi esseri umani, per ora, non siamo in grado di descrivere.


Dicono di me